Come indicizzare un sito WordPress su Google (e perché non compare)
La procedura che seguo quando un sito WordPress non compare su Google: dalle impostazioni di WordPress alla Search Console, fino ai motivi di esclusione più comuni.
In breve
Se il tuo sito WordPress non compare su Google, controlla quattro cose in quest'ordine. In Impostazioni, Lettura, la casella che scoraggia i motori di ricerca deve essere disattivata. Poi collega il sito a Google Search Console e invia la sitemap XML, che WordPress genera da solo. Con Controllo URL verifica le pagine principali e chiedi l'indicizzazione. Infine leggi il report Indicizzazione delle pagine per trovare noindex, blocchi in robots.txt o duplicati.

Come verifichi se il tuo sito è già su Google?
Il controllo più rapido è cercare su Google site: seguito dal tuo dominio, per esempio site:tuosito.it. Se non esce nulla, probabilmente il sito non è ancora indicizzato. Google avverte però che l'operatore site: non mostra sempre tutte le pagine indicizzate: per una risposta affidabile, pagina per pagina, serve lo strumento Controllo URL di Search Console.
Tieni distinti due problemi. Un sito non indicizzato non può comparire per nessuna ricerca. Un sito indicizzato ma lontano dalle prime posizioni c'è, ma non si vede per le query che ti interessano. Questa guida affronta il primo problema; il secondo riguarda contenuti, concorrenza e link.
Quanto tempo ci vuole perché un sito nuovo compaia?
Google scrive che possono servire alcune settimane perché noti un sito nuovo o le modifiche a un sito esistente, e che non garantisce l'indicizzazione di ogni sito. Se hai pubblicato da pochi giorni, prima di cercare errori segui i passaggi qui sotto e dai tempo alla scansione.
Come togli il blocco ai motori di ricerca in WordPress?
Nella bacheca di WordPress vai su Impostazioni, poi Lettura, e cerca la voce sulla visibilità per i motori di ricerca. Se la casella che inizia con Scoraggia i motori di ricerca è spuntata, togli la spunta e salva. Con quella opzione attiva WordPress aggiunge un meta robots noindex, nofollow e disattiva la sitemap integrata.
È la causa che trovo più spesso nei siti appena pubblicati: la casella viene attivata durante lo sviluppo e nessuno la toglie al momento del lancio. La documentazione di WordPress precisa che l'opzione non blocca l'accesso al sito: chiede ai motori di non indicizzarlo, e sono loro a rispettare la richiesta.
- Accedi alla bacheca come amministratore.
- Apri Impostazioni, poi Lettura.
- Controlla la voce Visibilità per i motori di ricerca.
- Se la casella Scoraggia i motori di ricerca è spuntata, togli la spunta.
- Fai clic su Salva le modifiche.
- Svuota l'eventuale cache del sito e verifica che nel codice della home non ci sia più noindex.
Le etichette possono cambiare leggermente tra versioni e traduzioni di WordPress. Se usi un hosting gestito o un ambiente di staging, verifica anche che il provider non aggiunga un blocco proprio.
Dove trovi la sitemap XML del tuo sito WordPress?
Da WordPress 5.5 il core genera una sitemap XML all'indirizzo tuosito.it/wp-sitemap.xml, con homepage, articoli, pagine, categorie e autori pubblici. Molti plugin SEO, come Yoast SEO, disattivano quella del core e ne creano una propria, con un indirizzo diverso indicato nelle impostazioni del plugin.
Apri l'indirizzo nel browser. Se vedi un elenco di sitemap, è tutto a posto. Se ottieni un errore 404, controlla tre cose prima di tutto: che la casella Scoraggia i motori di ricerca sia disattivata, perché con quella attiva la sitemap del core è spenta; quale plugin gestisce la sitemap; che i permalink siano salvati, da Impostazioni, Permalink, Salva le modifiche.
Google ricorda che una sitemap è un suggerimento, non una garanzia: aiuta a scoprire gli URL, ma non obbliga Google a indicizzarli. Ogni singolo file può contenere al massimo 50.000 URL o 50 MB non compressi; WordPress divide già i contenuti in più file collegati da un indice.
Come colleghi WordPress a Search Console e invii la sitemap?
Crea una proprietà in Google Search Console, verifica di esserne il proprietario e invia la sitemap dal report Sitemap. La proprietà Dominio copre tutto il dominio, sottodomini e protocolli compresi, e si verifica solo con un record DNS. La proprietà con prefisso URL copre un solo indirizzo di partenza e offre più metodi di verifica.
- Vai su Google Search Console con il tuo account Google e aggiungi una proprietà.
- Scegli Dominio se puoi modificare il DNS del dominio, altrimenti Prefisso URL con l'indirizzo esatto, https e www compresi se li usi.
- Per la proprietà Dominio, copia il record TXT nel pannello DNS del tuo provider e attendi la verifica.
- Per il prefisso URL, puoi usare per esempio il tag HTML: molti plugin SEO per WordPress hanno un campo dedicato in cui incollarlo.
- A verifica completata, apri Sitemap nel menu laterale.
- Inserisci l'indirizzo della sitemap, per esempio wp-sitemap.xml o quello del tuo plugin, e fai clic su Invia.
- Dopo qualche giorno ricontrolla lo stato: il report mostra quando Google ha letto la sitemap ed eventuali errori.
In alternativa all'invio manuale, Google legge anche una riga Sitemap: nel file robots.txt. Il robots.txt generato da WordPress fa già riferimento alla sitemap del core. Inviarla anche in Search Console ti dà il vantaggio del report con gli errori.
Serve anche Bing Webmaster Tools? E IndexNow?
Google non è l'unico motore di ricerca. Bing Webmaster Tools funziona in modo simile a Search Console: verifichi il sito, invii la sitemap e controlli gli errori. Bing aderisce anche a IndexNow, un protocollo con cui il sito avvisa i motori quando un URL viene creato o modificato, e alcuni plugin SEO per WordPress lo integrano.
Google non compare tra i motori aderenti elencati sul sito di IndexNow. Per Google, quindi, restano sitemap, link interni e Controllo URL.
Come chiedi a Google di indicizzare una pagina?
In Search Console incolla l'indirizzo della pagina nella barra in alto: si apre lo strumento Controllo URL. Se il risultato dice che l'URL non si trova su Google, fai prima Testa URL pubblicato per controllare che Google possa leggerla, poi Richiedi indicizzazione. La richiesta non garantisce l'inclusione e ha un limite giornaliero.
Usalo per le pagine importanti: home, pagine servizio, articoli appena pubblicati o aggiornati. Per molte pagine insieme la strada giusta è la sitemap. Google precisa che ripetere la richiesta più volte per lo stesso URL non lo fa scansionare prima, e che la scansione può richiedere da pochi giorni ad alcune settimane.
Cosa guardare nel risultato del Controllo URL
- se la scansione è consentita o bloccata da robots.txt
- se l'indicizzazione è consentita o c'è un noindex
- quale URL canonico ha dichiarato il sito e quale ha scelto Google
- l'HTML che Googlebot ha effettivamente ricevuto, utile se un plugin o la cache cambiano la pagina
Quali impostazioni di robots.txt e noindex bloccano l'indicizzazione?
Il robots.txt decide cosa Google può scansionare, il noindex decide cosa può finire nei risultati. Una regola Disallow: / blocca la scansione di tutto il sito. Un meta robots noindex, aggiunto da WordPress, da un plugin SEO o dal tema, esclude la pagina. Sono le due cause tecniche più comuni di un sito invisibile.
Google chiarisce due punti che creano spesso confusione. Primo: il robots.txt non serve a tenere una pagina fuori da Google; una pagina bloccata può comparire lo stesso, senza descrizione, se altri la linkano. Secondo: perché il noindex funzioni, la pagina non deve essere bloccata dal robots.txt, altrimenti Google non vede la regola.
Dove controllare in WordPress
- il robots.txt visitando tuosito.it/robots.txt: se esiste un file fisico sul server, sostituisce quello virtuale di WordPress
- le impostazioni del plugin SEO per tipo di contenuto: articoli, pagine, categorie, tag, archivi autore
- le opzioni SEO del singolo articolo o pagina, dove a volte è attivo un noindex
- plugin di manutenzione o coming soon ancora attivi
- header X-Robots-Tag aggiunti dal server o dall'hosting
Come bloccare l'indicizzazione di proposito
A volte serve il contrario: tenere fuori da Google un ambiente di staging, una pagina di ringraziamento o un'area riservata. Per pagine pubbliche che non devono comparire usa noindex. Per contenuti davvero privati usa una password o un accesso riservato, perché né robots.txt né noindex impediscono a qualcuno di aprire la pagina. Togli i blocchi quando il sito va online.
Perché Search Console dice che le pagine non sono indicizzate?
Il report Indicizzazione delle pagine elenca per ogni URL escluso il motivo. Alcuni motivi sono errori da correggere, come noindex involontari, blocchi in robots.txt o errori del server. Altri sono normali, come le pagine con reindirizzamento o le versioni alternative con canonical corretto. Prima di intervenire, capisci in quale gruppo cade ogni motivo.
| Motivo nel report | Cosa significa | Cosa fare |
|---|---|---|
| URL contrassegnato con noindex | La pagina chiede di non essere indicizzata | Se deve comparire, togli il noindex da WordPress, plugin o tema |
| URL bloccato da robots.txt | Google non può scansionare la pagina | Correggi la regola Disallow se la pagina è importante |
| Pagina scansionata, ma attualmente non indicizzata | Google l'ha letta e per ora ha deciso di non indicizzarla | Migliora il contenuto e i link interni; non serve reinviarla di continuo |
| Rilevata, ma attualmente non indicizzata | Google conosce l'URL ma non l'ha ancora scansionato | Controlla velocità del server e link interni verso la pagina |
| Pagina duplicata senza URL canonico selezionato dall'utente | Google la considera un duplicato e ha scelto un'altra pagina | Unisci i contenuti o dichiara un canonical |
| Pagina alternativa con tag canonical appropriato | La pagina punta correttamente a una versione principale | Di solito nessuna azione |
| Pagina con reindirizzamento | L'URL porta a un altro indirizzo | Normale dopo un redirect; togli l'URL dalla sitemap |
| Non trovata (404) o Soft 404 | La pagina non esiste o sembra vuota | Ripristina, reindirizza o lascia il 404 se è stata rimossa davvero |
| Errore del server (5xx) | Il server non ha risposto correttamente | Verifica con l'hosting, cache e plugin che rallentano |
Dopo una correzione, nel dettaglio del motivo trovi il pulsante per convalidare la correzione: Search Console ricontrolla gli URL interessati e ti aggiorna sull'esito.
Cosa fai se il sito è indicizzato ma non compare per le tue ricerche?
Se Controllo URL dice che le pagine sono su Google ma non le trovi per le ricerche che ti interessano, il problema non è più l'indicizzazione ma il posizionamento. Le leve sono contenuti utili e originali, pagine raggiungibili con link interni, un sito veloce e usabile da mobile, e link o citazioni da altri siti del tuo settore.
- scegli ricerche realistiche per un sito giovane, non solo le più competitive
- dai a ogni pagina importante almeno un link da un'altra pagina del sito
- scrivi testo leggibile in HTML, non solo immagini o video
- controlla il sito da una finestra in incognito: login, popup o blocchi possono impedire la lettura
- se hai un'attività locale, cura anche il profilo dell'attività su Google
Le stesse basi valgono per le funzioni AI di Google: secondo Google, per comparire nelle AI Overviews e in AI Mode una pagina deve essere indicizzata e idonea a mostrare uno snippet, senza requisiti aggiuntivi. Una volta indicizzato il sito, puoi controllare se per le tue query compare una AI Overview e quali fonti cita.
Domande frequenti
Perché il mio sito non compare su Google?
Le cause più comuni sono: sito pubblicato da poco, casella Scoraggia i motori di ricerca attiva in WordPress, noindex aggiunto da un plugin o dal tema, regola Disallow nel robots.txt, errori del server. Search Console, con Controllo URL e il report Indicizzazione delle pagine, ti dice quale.
Qual è la differenza tra indicizzazione e posizionamento?
L'indicizzazione è l'inserimento della pagina nell'indice di Google: senza, non compare per nessuna ricerca. Il posizionamento è il punto in cui la pagina appare per una ricerca specifica. Prima si risolve l'indicizzazione, poi si lavora sul posizionamento.
Quanto tempo ci vuole per indicizzare un sito WordPress?
Google indica che possono servire alcune settimane per notare un sito nuovo, e che la scansione di una pagina richiesta può durare da pochi giorni ad alcune settimane. Non esiste un tempo garantito.
Bisogna pagare per comparire su Google?
No. L'indicizzazione nei risultati organici è gratuita. Si paga solo la pubblicità, che è un servizio separato e non influisce sull'indicizzazione organica.
Serve un plugin SEO per indicizzare WordPress?
Non è obbligatorio: da WordPress 5.5 la sitemap XML è integrata. Un plugin SEO come Yoast SEO o Rank Math aiuta a gestire title, meta description, noindex per tipo di contenuto e verifica di Search Console, ma va configurato con attenzione per non escludere pagine per errore.
Devo richiedere l'indicizzazione di ogni nuovo articolo?
No. Se la sitemap è inviata e l'articolo è linkato dal sito, Google lo trova da solo. Richiedi l'indicizzazione con Controllo URL solo per pagine importanti o appena aggiornate, ricordando che c'è un limite giornaliero.
Fonti
- WordPress.org Documentation: Settings Reading Screen (Search engine visibility) ↗
- Make WordPress Core: New XML Sitemaps Functionality in WordPress 5.5 ↗
- Google Search Central: Build and submit a sitemap ↗
- Guida di Search Console: Strumento Controllo URL ↗
- Guida di Search Console: Report Indicizzazione delle pagine ↗
- Google Search Central: Block Search indexing with noindex ↗
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