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Guida · Parole chiave

Ricerca parole chiave: come farla passo passo (2026)

Un metodo in sette passaggi per trovare le parole chiave giuste, capire l'intento e decidere quale pagina deve rispondere a ogni ricerca. Con strumenti gratuiti.

· Aggiornata il 15 ottobre 2026 · 11 min di lettura

In breve

La ricerca parole chiave serve a scoprire con quali parole il tuo pubblico cerca ciò che offri e quale intento c'è dietro. Si parte da una lista di temi, si raccolgono idee con Google Keyword Planner, Search Console, Google Trends e i suggerimenti della SERP, si verifica l'intento nella SERP, si raggruppano le keyword in cluster e si assegna a ogni cluster un solo URL. Infine si aggiungono le domande che le persone fanno, utili anche per le risposte AI.

Ricerca parole chiave: come farla passo passo (2026)

Cos'è la ricerca parole chiave e a cosa serve?

La ricerca parole chiave è il processo con cui scopri quali parole usano le persone per cercare ciò che offri, perché le cercano e quale pagina del tuo sito dovrebbe rispondere. È il primo passo di qualsiasi lavoro SEO: decide quali contenuti scrivere, come titolarli e quali pagine non servono.

Una keyword non è una formula da ripetere nel testo. È il modo in cui una persona descrive un bisogno. Lo stesso bisogno può avere molte formulazioni diverse, e una buona ricerca le raccoglie tutte prima di decidere cosa pubblicare.

  • Coda corta: termini brevi e generici, come “scarpe running”. Intento spesso poco chiaro.
  • Coda lunga: frasi più specifiche, come “scarpe running per principianti con piede piatto”. Intento più chiaro.
  • Domande: “come scegliere le scarpe da running”. Utili per sezioni, FAQ e risposte AI.
  • Locali: con città o zona, come “negozio running Bologna”.

Gli esempi in questa guida sono illustrativi: non riportano volumi di ricerca, perché i volumi cambiano per settore, periodo e paese e vanno verificati ogni volta con gli strumenti.

Keyword principale, secondarie e correlate

Ogni pagina ha una keyword principale e un gruppo di parole che le stanno intorno. Distinguerle ti aiuta a decidere dove metterle: nel title e nell'H1, nelle sezioni o nelle FAQ.

  • Principale: la ricerca su cui costruisci la pagina. Va nel title, nell'H1 e, se possibile, nell'URL.
  • Secondarie: varianti con lo stesso intento, come sinonimi, plurali o formulazioni diverse della stessa richiesta.
  • Correlate: temi vicini che chi cerca si aspetta di trovare. Spesso diventano H2, H3 o domande nelle FAQ.

Come capire l'intento di ricerca di una parola chiave?

L'intento è il motivo dietro una ricerca: capire qualcosa, confrontare opzioni, acquistare oppure arrivare a un sito specifico. Il metodo più affidabile per capirlo è cercare la keyword su Google e guardare la prima pagina. Il tipo di risultati che Google mostra ti dice come interpreta quella ricerca.

IntentoCosa vuole chi cercaEsempio illustrativoPagina adatta
InformativoCapire o impararecome fare la ricerca parole chiaveGuida o articolo
CommercialeConfrontare prima di sceglieremigliori strumenti per parole chiaveConfronto o recensione
TransazionaleComprare o richiedere un servizioconsulenza SEO preventivoPagina servizio o prodotto
NavigazionaleRaggiungere un sito precisoGoogle Search Console accessoHome o pagina del brand

Quando guardi la SERP fai attenzione a tre cose: il tipo di pagine in prima posizione, i formati presenti (video, mappe, schede prodotto, “Le persone chiedono anche”) e se compare un AI Overview. Se Google mostra solo pagine di servizio, un articolo informativo farà fatica a posizionarsi, anche se è ben scritto.

Consiglio pratico: fai queste verifiche in una finestra di navigazione privata e con la lingua e il paese giusti, così i risultati sono meno influenzati dalla tua cronologia.

Quali strumenti usare per la ricerca parole chiave?

Puoi fare una buona ricerca parole chiave con strumenti gratuiti. Google Keyword Planner dà idee e stime di ricerca, Google Search Console mostra le query per cui il tuo sito appare già, Google Trends indica stagionalità e interesse relativo. A questi aggiungi i suggerimenti della SERP.

StrumentoCosa ti dàDa sapere
Google Keyword PlannerIdee di keyword e stime delle ricerche mensiliGratuito, ma richiede un account Google Ads configurato. Nato per la pubblicità, non per la SEO.
Google Search ConsoleQuery reali con clic, impressioni, CTR e posizione mediaMostra solo le ricerche per cui il tuo sito è già apparso.
Google TrendsAndamento nel tempo, stagionalità, confronto tra terminiValori relativi su scala 0–100, non volumi assoluti.
SERP di GoogleCompletamento automatico, “Le persone chiedono anche”, ricerche correlateGratuito e aggiornato, ma va letto a mano.

Google Search Console: la miniera che hai già

Se il sito è online da qualche mese, apri il rapporto Prestazioni e scegli la dimensione Query. Trovi ricerche con molte impressioni e pochi clic, o con posizione media oltre la prima pagina: sono le prime candidate da migliorare. È anche il modo più rapido per scoprire formulazioni che non avresti immaginato.

Google Trends: il tempo conta

Google Trends normalizza i dati e li riporta su una scala da 0 a 100. Non ti dice quante persone cercano un termine, ma quando l'interesse sale o scende e quale formulazione è più usata rispetto a un'altra. È utile per decidere quando pubblicare o aggiornare una pagina stagionale.

Come valutare una parola chiave: volume, difficoltà e CPC?

Tre numeri guidano la scelta: volume di ricerca, keyword difficulty e costo per clic. Sono tutti stime. Il volume indica quante ricerche ha in media un termine ogni mese, la difficoltà quanto è dura entrare in prima pagina, il CPC quanto pagano gli inserzionisti, che è un indizio del valore commerciale.

MetricaCosa indicaAttenzione a
Volume di ricercaRicerche mensili medie stimateÈ una media annua: i picchi stagionali non si vedono
Keyword difficulty (KD)Difficoltà stimata di posizionarsi, spesso su scala 0–100Ogni strumento usa un metodo proprio: non confrontare valori di strumenti diversi
CPCQuanto pagano in media gli inserzionisti per un clicMisura l'interesse commerciale, non il traffico organico

Un volume basso non basta per scartare una keyword. Le ricerche di coda lunga hanno un intento più chiaro e meno concorrenza, e spesso portano contatti migliori. Al contrario, un volume alto con una SERP piena di grandi portali è un obiettivo di medio periodo per un sito giovane.

Strumenti a pagamento: quando servono

Semrush, Ahrefs, SEOZoom e Ubersuggest aggiungono grandi database di keyword, stime di difficoltà e analisi dei concorrenti. Diventano utili quando lavori su molti temi o più mercati. Per un sito piccolo, gli strumenti gratuiti di Google e la lettura attenta della SERP coprono gran parte del lavoro.

Come fare la ricerca parole chiave passo passo?

Il metodo che uso ha sette passaggi: definire i temi, raccogliere idee, controllare i dati reali, verificare l'intento nella SERP, raggruppare in cluster, assegnare un URL a ogni cluster e aggiungere le domande. Funziona sia per un sito nuovo sia per uno esistente, cambia solo quanto pesa Search Console.

  1. Elenca i temi seme: prodotti, servizi, problemi che risolvi, zone in cui lavori. Scrivili con le parole dei clienti, non con il gergo interno.
  2. Raccogli idee per ogni tema con Keyword Planner, il completamento automatico di Google e le ricerche correlate in fondo alla SERP.
  3. Controlla Search Console: quali di queste ricerche portano già impressioni e su quali pagine.
  4. Verifica l'intento cercando le keyword principali su Google e annotando che tipo di pagine si posizionano.
  5. Raggruppa in cluster le keyword che hanno lo stesso intento e mostrano risultati simili.
  6. Assegna a ogni cluster un solo URL, esistente o da creare, e scegli la keyword principale.
  7. Aggiungi le domande correlate, che diventeranno H2, H3 e FAQ della pagina.

Il risultato non è una lista infinita di keyword, ma una mappa: per ogni URL sai qual è la ricerca principale, quali varianti copre e a quali domande deve rispondere. Un foglio di calcolo con colonne per keyword, intento, cluster, URL e stato è più che sufficiente.

Come scegliere su cosa lavorare prima

  • Pertinenza: la ricerca porta persone che possono diventare clienti?
  • Fattibilità: le pagine in prima pagina sono di siti simili al tuo o di grandi portali?
  • Punto di partenza: hai già una pagina con impressioni su quella ricerca?
  • Stagionalità: Google Trends indica un periodo migliore per pubblicare?

Come trovare le parole chiave dei concorrenti?

Cerca su Google le tue keyword principali e annota i siti che compaiono più spesso: sono i tuoi concorrenti nella ricerca, che non sempre coincidono con quelli commerciali. Poi guarda quali temi coprono e tu no. Questo confronto si chiama keyword gap e si può fare a mano o con uno strumento a pagamento.

  1. Scegli da tre a cinque siti simili al tuo che compaiono sulle tue ricerche.
  2. Elenca le loro pagine principali e i temi che trattano.
  3. Confronta con le tue pagine e segna i temi assenti o trattati in modo superficiale.
  4. Controlla l'intento di ogni tema nella SERP prima di decidere.
  5. Aggiungi i temi validi alla mappa delle keyword, nel cluster giusto.

Non copiare la loro struttura pagina per pagina. Usa l'analisi per capire cosa si aspetta chi cerca, poi rispondi meglio, con esempi ed esperienza che loro non hanno.

Come raggruppare le parole chiave in cluster?

Un cluster è un gruppo di parole chiave che esprimono lo stesso bisogno e a cui può rispondere una sola pagina. Il test più semplice: se due keyword mostrano su Google in gran parte gli stessi risultati, appartengono allo stesso cluster. Se mostrano pagine diverse, servono probabilmente due pagine distinte.

Esempio illustrativo: “ricerca parole chiave”, “come fare la ricerca delle keyword” e “keyword research guida” cercano tutte un metodo, quindi stanno insieme. “Migliori strumenti per keyword” è un'altra cosa: chi la cerca vuole un confronto tra strumenti, e merita una pagina a parte.

Dai cluster ai temi del sito

Più cluster collegati formano un tema. Una pagina principale fa da hub e le pagine dei singoli cluster approfondiscono, con link interni nei due sensi. È la stessa struttura che uso su questo sito: la guida SEO generale rimanda alle guide su parole chiave, link building, cannibalizzazione e indicizzazione.

Perché assegnare una sola keyword principale a ogni URL?

Se due pagine del tuo sito puntano alla stessa ricerca, finiscono per competere. Google deve scegliere quale mostrare, i segnali si dividono e spesso nessuna delle due si posiziona bene. Assegnare un solo cluster, con una keyword principale, a ogni URL è il modo più semplice per evitare la cannibalizzazione.

In pratica, prima di creare una pagina nuova controlla se ne esiste già una sullo stesso intento. Puoi farlo in Search Console: filtra la query e guarda quante pagine diverse ricevono impressioni. Se sono più di una, valuta di unire i contenuti nella pagina migliore.

  • Unisci le pagine sovrapposte e reindirizza con un redirect 301 quella eliminata.
  • Se i duplicati devono restare, indica la versione preferita con il tag rel="canonical".
  • Nei link interni punta sempre all'URL scelto, non alle varianti.
  • Non usare noindex o robots.txt per scegliere la pagina canonica: Google lo sconsiglia.

Il tema completo, con i casi più comuni e come diagnosticarli, è nella guida alla cannibalizzazione SEO.

Come trovare le domande giuste per le risposte AI?

Google presenta AI Mode come pensata per domande complesse e articolate, non per due parole. E spiega che AI Overview e AI Mode possono scomporre una domanda in sottotemi ed eseguire più ricerche collegate. Per questo conviene raccogliere le domande reali sul tuo tema e rispondere a ciascuna in modo diretto e autonomo.

  • “Le persone chiedono anche” nella SERP: annota le domande e quelle che compaiono quando le apri.
  • Search Console: filtra le query che contengono come, cosa, quanto, perché, quale.
  • Il completamento automatico di Google partendo da “come” o “perché” seguito dal tuo tema.
  • Le domande che ricevi da clienti, email e commenti: spesso non le trovi in nessuno strumento.

Ogni domanda importante può diventare un H2 o un H3, con un primo paragrafo che risponde subito in poche frasi. Poi vengono dettagli ed esempi. Secondo Google non servono ottimizzazioni speciali per le funzioni AI: la pagina deve essere indicizzata e idonea allo snippet, il resto è chiarezza.

Una volta pubblicata la pagina, ha senso verificare se per quelle domande compare un AI Overview e quali fonti cita. È il controllo che faccio con l'AI Overview Checker gratuito di questo sito.

Domande frequenti

Come si fa una ricerca di parole chiave gratis?

Usa Google Keyword Planner per idee e stime, Google Search Console per le query reali del tuo sito, Google Trends per la stagionalità e i suggerimenti della SERP per le domande.

Google Keyword Planner è gratuito?

Sì, Google lo descrive come una risorsa gratuita. Per usarlo però devi completare la configurazione di un account Google Ads. È nato per la pubblicità, quindi le stime vanno lette come indicazioni, non come dati esatti.

Quante parole chiave mettere in una pagina?

Una keyword principale e le sue varianti con lo stesso intento. Non conta quante volte la ripeti: conta che la pagina risponda bene a quella ricerca e non faccia concorrenza a un'altra pagina del tuo sito.

Cos'è la keyword difficulty?

È una stima di quanto sia difficile arrivare in prima pagina per una parola chiave, di solito su una scala da 0 a 100. Ogni strumento la calcola a modo suo: usala per confrontare keyword dentro lo stesso strumento e controlla sempre la SERP.

Ogni quanto rifare la ricerca parole chiave?

Non esiste una cadenza ufficiale. Una revisione periodica in Search Console aiuta a scoprire nuove query e pagine in calo; per i temi stagionali conviene controllare Google Trends prima del periodo di picco.

Qual è la differenza tra keyword e query?

La query è ciò che una persona digita davvero, con tutte le sue varianti. La keyword è il termine che scegli come riferimento per una pagina e che rappresenta un gruppo di query con lo stesso intento.

Fonti

  1. Google Ads: Strumento di pianificazione delle parole chiave ↗
  2. Guida di Google Ads: Utilizzare lo Strumento di pianificazione delle parole chiave ↗
  3. Guida di Search Console: Rapporto sul rendimento (Ricerca) ↗
  4. Guida di Google Trends: Come vengono adattati i dati ↗
  5. Google Search Central: Consolidare gli URL duplicati ↗
  6. Google Search Central: Funzionalità AI e il tuo sito web ↗

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